Il Capitolo: Cappella Migliorati

Il Capitolo: Cappella Migliorati


Tra i maggiori capolavori di Niccolò Gerini nella stagione pittorica
pratese di fine XIV secolo.
By albertomacherelli 12 mesi ago

La Sala del Capitolo dei Frati

Il Complesso monumentale di San Francesco costituisce un importante documento all’interno della cultura architettonica del primo Rinascimento in ambito pratese, e la Sala del Capitolo dei Frati, comunemente nota col nome di Cappella Migliorati, è tra i maggiori capolavori della stagione pittorica pratese di fine XIV secolo.

Al suo interno sono conservati gli affreschi del fiorentino Niccolò di Pietro Gerini realizzati per volontà della potente famiglia Migliorati tra il 1395 e il 1400.
Il Gerini, tra gli artisti più attivi nella Toscana della fine del Trecento, ebbe vari collaboratori il cui rapporto è però poco sensibile nel ciclo pratese, di alta ed omogenea qualità, caratterizzato da una piacevole facilità nella narrazione, da una solidità neogiottesca delle figure e dalla preziosa eleganza del colore.

La volta è decorata nei quattro spicchi dalle imponenti figure degli Evangelisti, con vesti dai bei panneggi e di vivace cromatismo, risaltanti sul fondo azzurro a stelle d’oro.

La scena più grandiosa e solenne del ciclo, purtroppo la più rovinata, occupa la vasta lunetta della parete orientale, di fronte all’ingresso, e raffigura la maestosa Crocifissione. Si tratta di una vera e propria meditazione sulla passione di Cristo alla quale partecipano i vari santi.
L’altare in muratura è ornato sul frontale da un affresco a verdeterra con Cristo in pietà tra la Vergine e San Francesco, di sintetica drammaticità.

Sulla parete destra sono le Storie di San Matteo, su due registri, narrate con cura analitica ed equilibrio, indulgendo ad effetti di eleganza e preziosità. Sulla parete sinistra, tagliata dal campanile, sono dipinte Storie di Sant’Antonio abate. La parete di ingresso, infine, ha nella lunetta finte nicchie coi Santi Chiara, Caterina d’Alessandria e, al centro, Giovanni il Battista, ai piedi del quale è l’iscrizione con la firma dell’artista («Niccholò di Piero Gierini dipintore fiorentino pinse qui con suo colore»), mentre a destra sono Bartolomeo e Tommaso d’Aquino (tagliato dal campanile).

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