La Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco

Sorge nel nucleo più antico della città
ed è un importante luogo di culto cattolico
By albertomacherelli 4 mesi ago
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Luogo Simbolo nella Storia di Prato

Il 24 luglio 1228, otto giorni dopo che papa Gregorio IX aveva ascritto al numero dei santi San Francesco d’Assisi, il Comune di Prato comprò per i Frati Minori un terreno, posto «presso il Castrum Prati, nel luogo detto l’Oliveto», perché vi potessero costruire la chiesa e il convento, documentati già nel 1233.
A seguito di importanti interventi comunali per l’ampliamento della cinta muraria, fu possibile costruire una nuova grande chiesa, l’attuale, iniziata nel 1281 e terminata in pochi anni. La facciata si completò più lentamente, ma già nel 1313 era finito il portale.

La facciata gotica aveva al centro un grande rosone che, nei lavori di completamento realizzati nel corso del XV secolo, venne trasformato da Giuliano da Sangallo in un occhio, riquadrato dalla consueta alternanza di marmi bicromi. La soluzione adottata ebbe lo scopo di armonizzare la parte inferiore della facciata, dei primi del trecento, con quella superiore conclusa da un timpano triangolare con al centro il rilievo di San Francesco che riceve le stigmate, opera di Andrea della Robbia.

Le notevoli diversità stilistiche riscontrabili nell’architettura ma anche nelle decorazioni testimoniano il variare del gusto nel corso degli otto secoli che ormai ci separano dall’inizio di questa importante fabbrica sorta su quella che fu, secondo la tradizione, la prima chiesa al mondo ad essere intitolata a San Francesco d’Assisi.

All’interno è riproposto lo schema planimetrico tipico delle chiese francescane: un’unica ampia navata coperta a capriate lignee con decorazioni trecentesche.
Specifica delle chiese francescane è anche la continuità tra la navata e il coro con la parete di fondo aperta dalle tre cappelle absidali ogivali con volte a crociera.
Frutto del restauro conclusosi nel 1904 sono gli altari laterali con le sontuose cornici e i dipinti, con la gloria di San Giuseppe e Santa Teresa in adorazione, di Giuseppe Catani Chiti.

L’effetto di allungamento prospettico della navata, come per l’esterno, è ripetuto qui con l’avvicinamento progressivo delle capriate e con un sapiente dosaggio della luce, che si fa più intensa verso il presbiterio.
In origine la navata era parzialmente divisa da un tramezzo, affrescato da Filippo Lippi e oggi perduto, che separava la zona pubblica dal coro monastico.
Gli importanti monumenti custoditi all’interno della chiesa, quello a Geminiano Inghirami (1460), opera di alta qualità attribuita a Pasquino di Matteo da Montepulciano, qui trasferita dal chiostro dove era stata adornata da pitture di Filippo Lippi, e la lastra tombale del noto mercante pratese Francesco di Marco Datini, eseguita nel 1411 da Niccolò di Piero Lamberti, sono gli esempi più alti di una serie di monumenti dedicati agli “uomini illustri” della città.
Tale celebrazione della dignità dell’uomo non è in contrasto con la funzione religiosa del tempio ma è un chiaro riferimento al periodo umanistico oltre che testimonianza del rilievo che la chiesa ebbe all’interno del tessuto sociale della Città.

I sei altari minori presenti nella chiesa sono stati eseguiti agli inizi del Novecento da Graziano Senesi. Quasi a metà della parete di destra incontriamo il raffinato pulpito semicircolare in pietra serena (XIV sec.). Appena sotto il pulpito è collocata un’importante icona della prima metà del Quattrocento donata da San Bernardino da Siena durante la predicazione della quaresima del 1424. La tavola si presenta dipinta su entrambe le facce col monogramma di Cristo e con un’iscrizione in pastiglia dorata che ripete una citazione della lettera di San Paolo ai Filippesi. Sul pavimento della navata, davanti all’altare maggiore si trova la lastra tombale in marmo bianco dell’illustre mercante pratese Francesco Datini, realizzata nel 1411 da Niccolò di Piero Lamberti.

Al centro dell’altare è il grande crocifisso ligneo policromo, opera di notevole espressività (XII sec.). Sempre nel presbiterio, sulla parete sinistra, è un raffinato ciborio quattrocentesco in pietra serena, realizzato con la tecnica dello “stiacciato” da Maso di Bartolomeo nel 1440. Sulla stessa parete è l’elegante monumento sepolcrale di Geminiano Inghirami, opera attribuita a Bernardo Rossellino.

Spazi architettonici

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    La Chiesa di San Francesco
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    Il Chiostro del Rinascimento
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    Il Capitolo: Cappella Migliorati

Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco, nell’omonima piazza (XIII – XIV sec.), sorge nel nucleo più antico della Città di Prato ed è un importante luogo di culto cattolico e una delle prime chiese francescane insieme al suo grande convento.

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